venerdì 13 giugno 2014

L'ostetricia, la nascita e i diritti delle donne Elisabeth Prochaska, avvocata UK. Racconti del Congresso ICM Praga

Nella visione feto-centrica viene esasperato il conflitto tra la madre e il feto e tanto più vengono riconosciuti e aumentano i diritti del feto così proporzionalmente diminuiscono e vengono negati i diritti alla libertà di scelta e autodeterminazione della donna. Noi vogliamo uscire da questa prospettiva affermando che la libertà di scelta della donna produce madri più consapevoli, sane e felici e che questo coincide sempre, per sua natura, con un bambino più sano. Il filosofo Kant nella metafisica della morale riconosce che nell'essere umano stesso è insita una dignità dalla quale le persone non possono prescindere se non al prezzo di perdere questa caratteristica: l'umanità. Questa stessa umanità che non viene meno nella donna con l'avvento della gravidanza. Dunque in quanto essere umano la donna non vede diminuito il suo diritto a scegliere liberamente sul suo corpo e al contrario tale diritto alla libertà di scelta e autodeterminazione viene mantenuto intatto. Purtroppo, molto spesso le donne vengono trattate alla stregua di contenitori e ed spesso accaduto che perdano i loro diritti se vengono percepiti come in conflitto con quelli del feto.. La Corte Europea per i diritti umani già nel 2010 si è espressa favorevolmente nel caso Ternovky vs Hungary riconoscendo che impedire alle ostetriche di assistere parti a casa si proibisce o limita di fatto il diritto alla libera scelta del luogo del parto. Putroppo da allora anche altri paesi hanno seguito l'esempio dell'Ungheria e limitato la libertà di scelta e autodeterminazione delle donne. Ad esempio , malgrado la sentenza della Corte Europea , nel 2011 la repubblica Ceca ha imposto una sanzione di 250.000 euro a tutte le ostetriche che assistono la nascita domiciliare. Alcune ostetriche hanno scelto di continuare comunque ad assistere le donne nel parto a casa, con le conseguenze che possiamo immaginare : nessuna forma assicurativa, condizioni di semi-clandestinità e totale mancanza di comunicazione con l'ospedale. Ma il diritto di scegliere liberamente il luogo del parto riguarda i diritti fondamentali degli esseri umani e le donne sono naturalmente anch'esse esseri umani, dunque non può essere violato e tutti gli stati della comunità europea devono attenersi e mettere in atto misure che permettano alle persone di scegliere liberamente sul proprio corpo e autodeterminarsi. Per denunciare abusi è possibile scrivere una mail a info@birthright.uk

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