lunedì 11 novembre 2019

ALBANO LAZIALE (RM): 13-14 DICEMBRE 2019. CORSO DI FORMAZIONE MENOPAUSA (MENO-PAUra-SApedo)

Car* Collegh*,
la nostra Associazione è felice di presentare un nuovo corso di formazione ostetrica sul tema della Menopausa. Il corso “MENO PAUra SApendo” è stato organizzato e strutturato per fornire strumenti teorici e pratici basati su Evidence Based Medicine rispetto a Menopausa, Terapie Ormonali e Terapie Alternative. Si desidera inoltre offrire un approccio alle tecniche di counseling per la donna e cura del perineo in menopausa. Il raggiungimento degli obiettivi avverrà attraverso lezioni frontali, discussioni interattive, condivisione di gruppo, role play e lavoro corporeo. Il corso è dedicato ad ostetrici/che e studenti/esse nel settore. Per iscriversi occorre inviare la scheda di iscrizione, compilata e firmata, al nostro indirizzo mail creattivamenteostetriche@gmail.com entro il 20 Novembre 2019 e versare, entro 10 giorni dall’inizio del corso, la quota di iscrizione.
Vi aspettiamo!!!!



Per qualsiasi informazioni potete contattarci sul nostro Profilo Facebook oppure scrivendoci al nostro indirizzo email creattivamenteostetriche@gmail.com








mercoledì 30 ottobre 2019

Risposta CIANB all’articolo “Allattamento al seno. Sì alla promozione, no al giro d’affari” pubblicato su Quotidiano Sanità il 22 Ottobre 2019 a firma di Alberto Villani, Presidente della Società Italiana di Pediatria.

Ricevamo e pubblichiamo di seguito la lettera di risposta di CIANB all'articolo di Villani, inviata al Quotidiano Sanità.

Roma, 28 ottobre 2019

Oggetto: Risposta all’articolo “Allattamento al seno. Sì alla promozione, no al giro d’affari” pubblicato su Quotidiano Sanità il 22 Ottobre 2019 a firma di Alberto Villani, Presidente della Società Italiana di Pediatria.

La CIANB, una Coalizione di Associazioni che si occupano di alimentazione dei neonati e dei bambini, e quindi anche di allattamento, vuole precisare quanto segue in merito all’articolo di Alberto Villani, Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP)

A. Villani scrive che associazioni, coalizioni, gruppi e cooperative lucrano sull’allattamento con l’offerta di corsi, incontri e testi a pagamento, “avvalendosi molto spesso di figure difficilmente qualificabili, senza alcuna documentata e documentabile professionalità”. Asserisce anche che gli “accreditamenti per l’allattamento a pagamento degli ospedali” costituiscono “un bell’affare economico” (riferendosi, immaginiamo, alle iniziative “Insieme per l’Allattamento” del Comitato Italiano per l’UNICEF).

Ma quali sono le associazioni, le coalizioni, i gruppi e le cooperative che lucrano sull’allattamento? Le Associazioni che fanno parte di questa Coalizione hanno bilanci pubblici e consultabili. Invitiamo alla loro lettura, anche richiedendoli alle singole Associazioni. La comparazione trasparente dei bilanci, resi pubblici anche dalle Società Scientifiche, permetterebbe di verificare facilmente eventuali attività a scopo di lucro.
Quanto ad associazioni, gruppi e cooperative che non fanno parte di questa Coalizione, indicarne i nomi permetterebbe di denunciare eventuali comportamenti scorretti.

Quanto all’avvalersi di “figure difficilmente qualificabili, senza alcuna documentata e documentabile professionalità”, vogliamo precisare che pediatri, ostetriche, infermiere, psicologhe e altre figure professionali, per non parlare delle mamme alla pari, che fanno parte delle nostre Associazioni, sono tutte rigorosamente formate su protezione, promozione e sostegno dell’allattamento con corsi ed esami certificati, anche a livello internazionale. Sarebbe utile anche per questo aspetto conoscere i nomi delle associazioni, gruppi o cooperative che si avvalgono di figure incompetenti.

Nell’articolo di A. Villani è scritto anche di associazioni che ricavano denaro da attività e con “personaggi, senza qualifica, nelle cariche dirigenziali, sempre le stesse da lustri, come fosse un mestiere”. Quali sono? Ancora una volta, ne vanno indicati i nomi. Vogliamo precisare che tutte le associazioni della nostra Coalizione sono dotate di Statuto che, come anche nel caso della SIP, prevede la rotazione delle cariche. I presidenti, eletti dai direttivi, restano in carica per uno o al massimo due mandati di 1-3 anni.

Infine, quanto ai rapporti con le aziende, intese come produttori e distributori di sostituti del latte materno e di altre merci coperte dal Codice Internazionale, non dubitiamo che tutti i rapporti che la SIP intrattiene con queste e altre aziende siano basati su correttezza e rispetto delle normative di legge. Vogliamo però ricordare che l’articolo 30 del Codice di Deontologia Medica stabilisce che il medico deve evitare qualsiasi condizione di conflitto di interessi. Nella linea guida inerente l’applicazione del suddetto articolo, c’è scritto che i medici “non possono percepire direttamente finanziamenti allo scopo di favorire la loro partecipazione a eventi formativi; eventuali finanziamenti possono essere erogati alla società scientifica organizzatrice dell’evento o all’azienda sanitaria presso la quale opera il medico.” È noto che alcuni sponsor finanziano direttamente la partecipazione di pediatri ai congressi delle Società Scientifiche Pediatriche.

Ma il problema non è solo la deontologia. La Guida sul porre fine alla promozione inappropriata di alimenti per lattanti e bambini piccoli, emanata dall’Assemblea Mondiale della Sanità nel 2016, afferma che la sponsorizzazione di eventi associativi da parte di ditte produttrici di sostituti del latte materno si configura come una violazione del Codice Internazionale. Va rispettata la legge. E anche il Codice Internazionale.
Vogliamo ancora una volta ricordare l’esempio del Royal College of Paediatrics and Child Health,
equivalente britannico della SIP, che dal 31 Gennaio 2019 ha deciso di non accettare più finanziamenti da parte delle aziende. I colleghi britannici esprimono un argomento convincente: è ragionevole continuare a confrontarsi con i produttori di sostituti del latte materno, ma senza accettarne i soldi.

Per concludere, non vanno perse, ma valutate e condivise, le occasioni per collegare, rafforzare e
valorizzare l’impegno di tante figure coinvolte nella protezione, promozione e sostegno dell’allattamento, riconoscendo le competenze e contrastando i conflitti di interessi. Pensiamo che gli argomenti di questa nostra lettera siano sufficienti perché i lettori di Quotidiano Sanità si facciano un’opinione documentata.
Cordialmente,
Le associazioni che fanno capo alla CIANB

Coalizione Italiana Alimentazione Neonati e Bambini (CIANB)
info@cianb.it cell 340 9126893


Scarica la lettera CIANB in pdf

ROMA: 17-18-19 Febbraio 2020 NUOVA EDIZIONE 2020 (in fase di ACCREDITAMENTO) del corso LA GRAVIDANZA FISIOLOGICA: L’AMBULATORIO DELL’OSTETRICA

Cari/e colleghi/e,
sono state definite le nuove date per l’anno 2020 del corso di formazione "LA GRAVIDANZA FISIOLOGICA: L’AMBULATORIO DELL’OSTETRICA". Il corso si svolgerà dal 17 al 19 Febbraio 2020 a Roma (Piazzale delle province 8).
Un vero e proprio percorso formativo strutturato in tre giornate che ha come obiettivi:
- offrire informazioni e strumenti pratici su come avviare l’ambulatorio ostetrico e seguire la donna in gravidanza in autonomia;
- aumentare la consapevolezza sul ruolo dell’ostetrica quale figura fondamentale nell’accompagnare la donna durante tutta gravidanza;
- stimolare la riflessione sulle pratiche attuali e sulle possibilità di cambiamento reale a fronte di studi clinici.
Il corso è in fase di accreditamento ECM.
La quota di iscrizione per gli/le iscritti/e entro il 30/11/2019 è di 280 euro (180 euro per studenti/esse e neolaureati/e in cerca di occupazione che non necessitano di ECM).
Oltre tale data sarà possibile iscriversi fino al 23/12/2019 ad un costo di 305 euro (205 euro per studenti/esse e neolaureati/e in cerca di occupazione che non necessitano di ECM).

Tutte le informazioni specifiche possono essere visionate nella locandina.In allegato è possibile trovare anche la scheda di iscrizione da inviare al nostro indirizzo creattivamenteostetriche@gmail.com.

Non esitate ad iscrivervi!!! Vi aspettiamo!!! 😊





mercoledì 11 settembre 2019

ROMA: 25-26-27 Novembre 2019
NUOVA EDIZIONE in fase di ACCREDITAMENTO - LA GRAVIDANZA FISIOLOGICA: L’AMBULATORIO DELL’OSTETRICA

Cari/e colleghi/e,
sono state definite nuove date per una nuova edizione del corso di formazione "LA GRAVIDANZA FISIOLOGICA: L’AMBULATORIO DELL’OSTETRICA", che si terrà dal 25 al 27 Novembre 2019 a Roma (Piazzale delle province 8).
Un percorso formativo strutturato in tre giornate che ha come obiettivi:
- offrire informazioni e strumenti pratici su come avviare l’ambulatorio ostetrico e seguire la donna in gravidanza in autonomia;
- aumentare la consapevolezza sul ruolo dell’ostetrica quale figura fondamentale nell’accompagnare la donna durante tutta gravidanza;
- stimolare la riflessione sulle pratiche attuali e sulle possibilità di cambiamento reale a fronte di studi clinici.

Il corso è in fase di accreditamento ECM.
Tutte le informazioni specifiche possono essere visionate nella locandina.
In allegato è possibile trovare anche la scheda di iscrizione da inviare al nostro indirizzo mail creattivamenteostetriche@gmail.com entro il 5 Ottobre 2019. 
Non esitate ad iscrivervi!!! Il team di CreAttivaMente Ostetriche vi aspetta!!! 





martedì 20 agosto 2019

Lettera di risposta a Villani, Presidente SIP (Società Italiana di Pediatria), da parte di CIANB (Coalizione Italiana per l'Alimentazione dei Neonati e dei Bambini)



Al Ministro della Salute on. Giulia Grillo
Al Presidente Riccardo Davanzo
ea tutti i membri del TAS del Ministero della Salute
Al Presidente della Società Italiana di Pediatria Alberto Villani
E per conoscenza ai media e ai genitori

Roma, 9 agosto2019

Oggetto: la lettera del Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP), gli oligosaccaridi, la Nestlé e il Codice OMS: commento della CIANB


A seguito della lettera del Prof. Villani, Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP), inrisposta alla nostra del 14 luglio us., vogliamo ulteriormente ribadire:

1) che è necessariodisporre di prove scientifiche autorevoli, condivise, conclusivee indipendenti da interessi commerciali sull’utilità di inserire nelle formule infantili oligosaccaridi ottenuti in laboratorio.

2) che la sponsorizzazione di eventi associativi da parte di ditte produttrici di sostituti del latte materno si configura come una violazione del Codice Internazionale, come da Risoluzione dell’Assemblea Mondiale della Sanità del 2016(vedi http://apps.who.int/gb/ebwha/pdf_files/WHA69/A69_7Add1-en.pdf?ua=1), sottoscritta e votata anche dai rappresentanti del Governo Italiano. Nel merito è già stato chiesto un intervento del Ministro della Salute per obbligare tutte le associazioni professionali ad attenersi al Codice Internazionale, mediante apposite leggi, decreti o regolamenti. L’OMS fornisce istruzioni ai Governi su come mettere in pratica la Risoluzione di cui sopra

3) che accedere a fondi pubblici, cosa peraltro sempre più complicata, o prevedere una quota di iscrizione ai partecipanti a eventi associativi, come contributo per sostenerne i costi, dovrebbe essere la normalità per chiunque. Non la sponsorizzazione da parte delle ditte.Per non violare il Codice Internazionale e per evitare evidenti conflitti di interessi. Ricordiamo ancora che in alcuni paesi, ultima la Gran Bretagna, le associazioni professionalisi stanno indirizzando verso un allontanamento sempre più netto dalle aziende, la cui collaborazione viene invece indicata come “auspicabile e fondamentale” nella risposta del prof. Villani.

4) che sostegno e promozionedell’allattamento, da soli, servono a poco senza una seria politica di protezione. Innumerevoli, oltre che facilmente intuibili, sono le dimostrazioni di quanto sponsorizzazioni e marketing ingannevole dei sostituti del latte materno compromettano prevalenza e durata dell’allattamento. La prima e più importante misura di protezione è l’applicazione del Codice Internazionale OMS, applicazione che evita ai singoli professionisti e alle loro associazioni di caricarsi di conflitti d’interessi che la letteratura scientifica associa a distorsioni della pratica medica in ogni parte del mondo.

5) che, quanto a “diffidare da chi propone, senza competenze o qualifiche di sorta corsi, libri e materiale informativo a pagamento sui temi dell’allattamento al seno e sulla nutrizione neonatale e pediatrica opera di comitati, coalizioni e associazioni. Iniziative queste deprecabili quando vengano proposte alle neo-mamme in un momento di particolare fragilità emotiva”, anche la posizione recente del TAS si stia indirizzando verso una più ampia formazione dell’operatore della salute, una volta accertato che la preparazione specifica sull’argomento è in generale molto carente. Così come lo è, su questi temi, la formazione universitaria dei pediatri italiani.
Le associazioni di cui scrive il Prof. Villani raramente sono “senza competenze”; al contrario,tendono ad avere una formazione apposita e approfondita.


6) Leggiamo con preoccupazione che “la SIP si propone infatti di collaborare in maniera sempre più stretta, in totale trasparenza e nel pieno rispetto delle norme di legge, della deontologia e dell’etica, con le aziende che con il loro impegno e la loro qualificata ricerca hanno contribuito e contribuiscono, in Italia e nel mondo, a favorire il benessere dei neonati e dei bambini e non può che apprezzare il sostegno che queste aziende offrono alla formazione e all’aggiornamento dei professionisti”. Perché mai il mondo di quanti hanno sinceramente a cuore la salute del bambino e l’allattamento non riesce finalmente a schierarsi tutto dalla stessa parte: quella della salute? Dopo tanti anni di lavoro su questo importante tema di salute pubblica è chiaro che gli attori in campo sono legittimamente molteplici. Intorno alle mamme, capaci di scegliere consapevolmente se correttamente informate e continuativamente sostenute, ci sono gli operatori sanitari, non solo pediatri e neonatologi, ma anche ostetriche, ginecologi, infermiere, assistenti sociali… Collegato a una più funzionale, coerente e continuativa organizzazione socio-sanitaria ospedaliera e territoriale c’è poi il supporto prezioso del mondo del volontariato (organizzazioni no profit e mamme alla pari). Affinché questa rete a sostegno e difesa dell’allattamento possa mantenersi correttamente formatae consolidarsi c’è bisogno della condivisione, del sostegno e delle verifiche da parte delle istituzioni regionali e aziendali.
Perché il Prof. Villani non vede nell’associazionismo un valore, come ha fatto da tempo il Ministero della Salute, invece di un ostacolo di pericolosi concorrenti?

7) Per quanto riguarda infine l’anonimato delle lettere CIANB, coalizione di varie associazioni, esse sono in questo modo firmate da *tutti* noi, pratica che non punta alla personalizzazione.

Vi ringraziamo dell’attenzione e Vi auguriamo buon lavoro.


Coalizione Italiana Alimentazione Neonati e Bambini (CIANB)
info@cianb.itcell 340 9126893




lunedì 22 luglio 2019

Corso di formazione "La gravidanza fisiologica: l'ambulatorio dell'ostetrica" Roma


Sono aperte le iscrizioni per il corso "La gravidanza fisiologica: l'ambulatorio dell'ostetrica" che si terrà a Roma dal 23 al 25 Settembre Un corso di formazione ostetrica che mette in risalto la nostra professione e la nostra competenza nell'accompagnare la donna passo dopo passo durante la gravidanza.
Contattateci al nostro indirizzo mail creattivamenteostetriche@gmail.com 
Vi aspettiamo numerose!!!



mercoledì 17 aprile 2019

Risposta a lettera al Direttore“Se le mamme italiane allattano poco...di chi è la colpa?”


La lettura attenta della lettera dell’11 aprile 2019 di Alberto Villani, Presidente della Società Italiana di Pediatria, ci induce ad alcune considerazioni
I dati epidemiologici relativi ai tassi di allattamento cui si fa riferimento nella lettera sono ancora più allarmanti. A leggere con attenzione gli stessi dati dell’Istat riportati da A. Villani, si può rilevare che “la percentuale di bambini allattati al seno in uscita dai punti nascita dell’85,5%” si deve interpretare come neonati che non necessariamente hanno ricevuto solo latte materno; i tassi di allattamento esclusivo alla dimissione sono certamente molto più bassi; per esempio, una recente indagine della Regione Sicilia stima l’allattamento esclusivo alla dimissione al 33,7%. Inoltre, il 46% di allattamento esclusivo/predominante non è a 6 mesi, ma in bambini tra 0 e 6 mesi di età (per la precisione, si tratta di una media non ponderata); l’allattamento esclusivo/predominante a 6 mesi è molto più basso, probabilmente ben al di sotto del 10%, in base a dati regionali e locali disponibili in letteratura.
Non possiamo che concordare che “le condizioni socio-economiche e culturali abbiano particolare rilievo” nella scelta di allattare, che sia determinante “tutelare la possibilità per la madre di allattare” e che in Italia “le politiche di tutela della maternità e quindi dell’allattamento” siano assenti e/o marginali e poco incisive”.

Dissentiamo tuttavia rispetto ad altri contenuti.
Riteniamo, difatti, che anche gli operatori sanitari (pediatri compresi) che incontrano le mamme durante tutto il percorso nascita abbiano una responsabilità nei bassi tassi di allattamento. Per accennare solo ai pediatri, alla recente Conferenza nazionale sull’allattamento tenutasi al Ministero della Salute il 23 gennaio scorso è stato proprio il Prof. Buonocore, (in rappresentanza dei direttori delle Scuole di Specializzazione in Pediatria), a denunciare la carenza formativa degli specializzandi italiani. È un dato di fatto incontrovertibile, cui nella lettera non si accenna.
Non sappiamo cosa intenda A. Villani per “criminalizzare i latti adattati e chi li produce” né a chi si riferisca: esistono associazioni che si sono sempre impegnate in azioni miranti a far rispettare il Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno (sottoscritto dal Ministro della Salute) e la Legge che (in parte) lo recepisce; questa dovrebbe essere una priorità anche dei pediatri e delle associazioni che li rappresentano. Nessuno mette in dubbio che, nei casi in cui una mamma non possa o non voglia allattare, le formule artificiali rappresentino (sotto l’anno di vita) una valida alternativa.
Riteniamo, altresì, che i rapporti tra “le Aziende che si occupano di alimentazione infantile e i professionisti più qualificati nella nutrizione dell’età evolutiva (i Pediatri)” debbano essere trasparenti, cioè resi pubblici, compresi i dettagli su chi paga chi e per cosa, così come i bilanci delle Società scientifiche e dei sindacati dei pediatri. La letteratura scientifica internazionale abbonda di studi che dimostrano come le spese in marketing rivolte ai pediatri abbiano un chiaro riscontro nelle vendite di formule e alimenti per l’infanzia con ricadute negative sull’allattamento.
Sarebbe un bel segnale, per aumentare la fiducia nei professionisti, se la SIP decidesse di fare a meno dei contributi elargiti, in diverse modalità, dalle ditte che hanno interessi a promuovere sostituti del latte materno. Esistono esempi di buone pratiche: il Royal College of Paediatrics and Child Health (l’equivalente britannico della SIP) ha annunciato il 13 febbraio 2019 che non accetterà più finanziamenti da parte dell’industria dei sostituti del latte materno[2],e anche il prestigioso BMJ ha da poco annunciato che non accetterà più pubblicità per gli stessi prodotti[3].
Concordiamo con A. Villani che in questi anni c'è stato un “fiorire di associazioni e gruppi di persone” che si stanno occupando di questi aspetti così rilevanti per la salute dei bambini. In effetti, in Italia, come in molti altri paesi del mondo, sono proprio i “gruppi di sostegno tra pari” che si sono dimostrati più efficaci (con numerosi lavori scientifici a supporto) nel sostenere le mamme che allattano. Si tratta di mamme adeguatamente formate attraverso corsi che (ahinoi!) spesso, come già scritto, non vengono tenuti nei corsi di medicina e nelle scuole di specializzazione in pediatria. Questo tipo di sostegno è talmente importante che è incluso nei 10 passi delle iniziative OMS-UNICEF per il sostegno all’allattamento. Piuttosto che demonizzare questi gruppi, sarebbe bene valorizzarli e inserirli in progetti virtuosi di partenariato: gli esempi, anche in Italia, per fortuna, non mancano.
Per quanto scritto prima, concordiamo che il “latte vaccino non è indicato sotto l’anno di età”; allo stesso modo riteniamo che, prima di consigliare un sostituto del latte materno, i genitori debbano essere informati anche di quanto comporti l’alimentazione con formula per la salute della mamma e del bambino, a breve, medio e lungo termine.
Non ci risulta che la “prescrizione di un latte adattato è di fatto interdetta ai pediatri”; forse A. Villani si riferisce al fatto che uno degli standard dell’Iniziativa Ospedali e Comunità Amici dei Bambini dell’Unicef prevede che non si possa indicare il nome commerciale di un sostituto nelle lettere di dimissione dalla maternità, norma recepita anche dalla legislazione italiana (DM 82/2009). Questo divieto ha un senso perché ha lo scopo di allontanare il pediatra dalle ditte nel momento dell’indicazione alla mamma, senza alcun risvolto negativo sulla salute del neonato; perché se tra una formula A e una B in commercio ci fosse una differenza dimostrata per la salute dei bambini allora Associazioni e Società Scientifiche pediatriche dovrebbero battersi per far togliere dal commercio la formula “nociva”. E tutti siamo a conoscenza delle turnazioni di formule in diversi punti nascita: che differenza c’è se è la mamma (o chi per lei) o un pediatra a decidere se quel mese si utilizzerà la formula A o quella B?
Saremo accanto alla SIP se vorrà chiedere con forza “un provvedimento di legge, come avvenuto in altre nazioni europee, che crei le condizioni economiche e sociali per consentire alle madri di allattare serenamente almeno nei primi 6 mesi di vita accanto al loro piccolo” e “un sostegno economico alla madre che allatta, la tutela del posto di lavoro della madre lavoratrice, la disponibilità di asili nido accoglienti, sicuri e gratuiti”. Tuttavia noi riteniamo che questi provvedimenti debbano far parte di un progetto complessivo in cui tanti altri fattori devono essere tenuti in considerazione: tra questi, anche un’adeguata formazione degli operatori (non solo dei pediatri) e le misure di protezione delle famiglie dal marketing delle ditte.
A questo proposito sarebbe importante fare a meno, in eventi e congressi pediatrici, del finanziamento delle ditte che producono sostituti del latte materno: già a partire dal prossimo Congresso nazionale SIP a Bologna.
Questo sì che sarebbe un segnale di svolta!

La ringraziamo dell’attenzione e Le auguriamo buon lavoro