lunedì 30 giugno 2014

Formazione post laurea: e se fosse … a casa delle donne?

Di Ivana Arena

Mi sono laureata come ostetrica quasi 14 anni fa e poi dopo alcune esperienze  sono finita a lavorare in ospedale per ben otto lunghissimi anni e anche se è stata un’esperienza estremamente dura so anche che è stata utilissima per la mia pratica. Soprattutto l’aver passato molti turni in pronto soccorso, o in reparto a sostenere le donne in allattamento. 

Da tre anni e mezzo sono libero-professionista e posso fare e dire, in libertà, quello che desidero, anche se di contro ho faticato moltissimo dal punto di vista economico. In questi 14 anni ho avuto la fortuna di assistere come prima, seconda o anche terza ostetrica a più di 80 parti a casa, di cui una sessantina solo negli ultimi tre anni  e, anche se  a volte è faticoso, è uno dono ogni volta.  Ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto che sempre più ostetriche potessero assistere a quel meraviglioso evento naturale che è la nascita e alla magnificenza che le donne e i neonati esprimono quando non si interferisce inutilmente.  Purtroppo, per vari motivi, questo avviene raramente in ospedale anche se sarebbe ben possibile.

Nell’ultimo anno e mezzo mi sono resa conto che sempre più colleghe mi cercavano per potermi seguire in questo percorso e del fatto che se, come spero e come sta già succedendo, sempre più donne sceglieranno di farsi seguire da un’ostetrica e di partorire a casa propria o in casa maternità, sarà sempre più importante creare un’equipe in grado di far fronte a queste richieste. Parlando con le neo laureate mi sono resa conto di come purtroppo, per vari motivi, la formazione universitaria delle ostetriche sia carente proprio nel riconoscimento e nella gestione autonoma della fisiologia, sulle capacità di comunicazione e ascolto che sono le basi della nostra maieutica e della nostra arte. D’altro canto il nostro è un mestiere complesso che non si finisce mai di imparare e avere contatti con colleghe più giovani è un ottimo modo di continuare a mantenere viva l’attenzione e le domande. Credo che avere sempre più ostetriche che conoscano la vera fisiologia sia vitale per il futuro della nostra professione.


Il nostro contributo alla formazione post  laurea

Ho incontrato tante colleghe, con alcune ci siamo riviste poi per la formazione sul campo con altre no, ma sono stati tutti incontri stimolanti e voglio continuare ad averli. Non sono l’unica libero professionista  su Roma che si circonda di colleghe più giovani ma non  so esattamente come funzionino gli accordi con loro. Quello che io ho scelto di proporre, insieme alle colleghe “esperte” con cui collaboro, è una formazione gratuita e volontaria allo stesso tempo, cioè le colleghe non pagano per essere formate e danno la disponibilità piena a venire alle visite, ai parti e ai puerperi con me e le altre colleghe senza ricevere alcun compenso. In particolare cerchiamo di assegnare a ognuna un caso da seguire il più pienamente possibile. Questo può essere un po’ dispersivo a volte se consideriamo che in genere abbiamo due, tre assistenze al mese e ad alcune è sembrato un impegno maggiore rispetto alle aspettative. Questo è anche il motivo per cui scelgo possibilmente di formare chi si può dedicare a tempo pieno alla formazione senza dimenticare che abbiamo tutte bisogno di guadagnare. Per sfruttare al meglio questo tempo cerco di dare anche delle indicazioni su letture ed eventuali corsi teorici da frequentare. Alle “tirocinanti” non è mai chiesto di fare lavoro al posto mio o di altre. Il massimo che potrebbe succedere in caso di contemporaneità di nascite sarebbe di fare da seconda ostetrica invece che da terza in un parto a casa. 

L’idea è che appena possibile le colleghe si sentano pronte a creare in qualunque forma una propria attività e, se avranno richieste da parte di donne per quanto riguarda l’assistenza alla gravidanza e al parto, di potersi appoggiare a noi “formatrici” per un sostegno pratico nelle prime esperienze. Allora si aprirà un vera e propria rete di collaborazione che speriamo offrirà una giusta remunerazione a tutte. 
Il futuro è tutto da costruire e chissà che poi non si arrivi su tutto il territorio nazionale a delle vere case di maternità gestite da ostetriche!

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